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2011-12-14

Saluti dal Belgio - Wildplassen

Bruxelles Manneken Pis cropped.jpgJanneken Pis.jpg
statuetta di Jeanneke Pis e Manneken Pis (Wikipedia)

Con questo tempo da cani ti viene il bisogno di urinare più frequentemente ? Allora, non farti beccare durante il wildplassen.
Nel dizionario Van Dale NL-italiano, fra wildpastei (pasticcio di cacciagione) e wildreservaat (riserva zoologica) manca vistosamente la parola wildplassen. Google Translate mi propone semplicemente urinare. Si limita al tradurre la parte plassen, però nella parola neerlandese c’è qualcosa di più... C’è la parola wild, dell’essere selvaggio, scatenato, c’è l’idea dell’essere allo stato brado, di vivere una notte folle, dell’imbestialirsi, del diventare furioso.
Anche se una delle celebrità del Belgio è Manneken Pis (chi non conosce la statua del bambino che fa la pipì, simbolo della città di Bruxelles?) e esiste anche una Jeanneke Pis (oppure la ragazzetta che fa pipì), mi pare inverosimile che solo in neerlandese avremmo inventato una parola per indicare specificamente questo modo di pisciare. Neanche nei dizionari NL-inglese, NL-francese o NL-tedesco ne trovo una traccia. Sarebbe un comportamento tipico per la gente delle nostre parti oppure ci sarebbe una ragione per cui il signor Van Dale evita il lemma e salta dal pasticcio di cacciagione alla riserva zoologica? Tuttavia è chiaro che si tratta di un’infrazione e che disturba l'ordine pubblico. Mentre in Olanda la multa di qualche 90 euro è fissata dal governo, in Belgio, la GAS (gemeentelijke administratieve sanctie) dipende dal comune e può ammontare fino a 250 euro. Soprattutto nelle città fiamminghe più importanti questa sanzione è quella che si applica più frequentemente. Senza voler prendere le parti di quello che fa i propri bisogni in pubblico o del cittadino che considera una piaga il wildplassen, devo dire che anch’io molto spesso ho difficoltà per trovare un orinatoio per mio figlio o un bagno pubblico decente quando visitiamo qualche città. (Già! per donne è quasi impossibile trovarne uno che è gratis.) Dall’altra parte, mi domando se esistono ancora gli orinatoi a Bruxelles (accanto alla chiesa Santa Catarina) o ad Anversa (accanto alla cattedrale), dove si poteva pisciare gratis et amore Dei sopra la chiesa (privilegio solo per uomini). Temo che li abbiano sostituiti con quelle cabine ultramoderne in cui si diventa claustrofobici e dove io non entro mai per paura di rimanere bloccata dentro.

P.S. uno studio recente avrebbe dimostrato che per casi di "farla in giro" almeno tante donne come uomini si fanno beccare.

2010-08-27

Portulaca

Tanti anni fa, facendo una passeggiata nelle strade di Pisa, ho visto per la prima volta la portulaca, che ci cresceva fra le pietre della strada. Ci sono voluti più di vent’anni prima che, l’anno scorso, dopo averla seminata nell’orto, l’abbia usata in cucina. Quando faccio la minestra di zucchine, ne aggiungo qualche manciata per ottenere un sapore fresco. E vedi che oggi una collega mi raccomanda di mangiarne regolarmente perché sembra essere ottima per la salute. Così mi lancio in una piccola ricerca su wikipedia, e ne leggo un po’ in olandese, in inglese e in italiano e viene confermata la sua utilità medicinale e culinaria. Ma ritornando al capitolo “denominazione” vedo che la portulaca viene anche chiamata porcellana, procaccia o pucchiacchella, e appunto quest’ultima parola viene evitata in alcune zone del Sannio a causa del diretto riferimento dialettale al sesso femminile. Ne leggo di più sull’etimologia su una pagina sulle parolacce napoletane (http://www.napoletanita.it/mal1.htm) e lo riferisco alla collega spagnola, che non del tutto è sorpresa, che tanto in spagnolo usano frequentemente del vocabolario vegetale per indicare sia il sesso femminile che maschile. E ci aggiunge che se esistono molto meno di quelle parole vegetali con connotazione sessuale in neerlandese, sarà dovuto alla mancanza di buona verdura dalle nostre parti. Il che, considerando la coltivazione nel mio orto, "¡contesto tenacemente!”.

Postelein
Jaren geleden, terwijl ik door de straten van Pisa wandelde, ontdekte ik voor het eerst postelein. Het plantje woekert er gewoon tussen de straatstenen. Pas meer dan twintig jaar later, nadat ik het vorig jaar in mijn moestuin had gezaaid, ben ik het beginnen gebruiken in de keuken. Een paar handenvol van het groensel geven een courgettensoep een heerlijk frisse smaak. En zie, vandaag krijg ik van een collega de goede raad om het regelmatig te eten, want het schijnt een zegen te zijn voor de gezondheid. Dus trek ik één en ander na via wikipedia, lees er wat over in het Nederlands, in het Engels, in het Italiaans en krijg daarmee de bevestiging dat het medicinaal zowel als culinair zeer nuttig is. Maar wanneer ik terugkeer naar het hoofdstukje “denominazione”, zie ik dat het in het Italiaans verscheidene andere namen heeft, waaronder pucchiacchella, en juist dat laatste woord wordt in een bepaalde regio in het zuiden vermeden, wegens de rechtstreekse verwijzing naar het vrouwelijke geslachtsorgaan. Ik lees nog wat meer over de etymologie op een pagina over Napolitaanse “scheldwoorden” (http://www.napoletanita.it/mal1.htm) en spreek mijn Spaanse collega hierover aan. Blijkt dat die helemaal niet verbaasd is, want in het Spaans gebruiken ze ook een uitgebreide vegetale woordenschat met seksuele connotaties. En ze voegt er nog aan toe dat als wij dat in het Nederlands niet doen, dat waarschijnlijk is te danken aan het feit dat er in onze streken een gebrek is aan lekkere groenten. Wat ik, gezien de teelt in eigen moestuin, hardnekkig betwist!

2010-06-19

Piselli maliziosi

Mentre sto raccogliendo i piselli, mi viene in mente una vecchia battuta che mio marito ha sentito da un tizio per cui faceva la traduzione di una pubblicità: sempre ricordarsi che i piselli sono buffi. Eh sì, nella pubblicità i piselli sono comici, perché sono rotondi, sembrano in erba, saltano dalla forchetta, insomma, sono spiritosi.
Ma a me piacciono i piselli sgusciati, e quelli, non li trovo mica divertenti. Anzi: in neerlandese si chiamano sluimerwten, e sluim mi sembra vicino a sluimeren, cioè sonnecchiare, dormicchiare, ma anche nascondersi, che è anche affine a sluipen, infilarsi, insinuarsi o loeren, spiare o appostarsi.
Come dicevo, non penso che i piselli siano buffi. Addirittura, nel mio orto mi sembrano furbi, perfino maliziosi. Riescono sempre a ingannarmi, si nascondono dietro uno stelo o una foglia. Quindi, mi apposto e spio in silenzio dall’alto in basso per un minuto, poi dal basso in alto, finché, un po’ distratti, si rivelano, ed io li colgo e li metto nel cestino. Avanzo quatta quatta e dopo mezz’ora, quando non ne scopro più, stimo ad occhio che ne ho raccolto tre etti. Basterà per oggi. Domani, i più furbi saranno cresciuti così grandi, che non riusciranno più a nascondersi...