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2011-08-25

Odori d'estate


Questo viaggio è stato uno sfilare di odori: l’asfalto bruciato macchiato di gasolio e di vomito sui parcheggi delle autostrade, la tenda restata ammuffita in casa per quattro anni, il dolce del fico fresco dall’albero, la pizza cotta nel forno a legna, il campo di girasoli accanto alla strada, il fresco del bosco intorno al campeggio, la menta l’origano la santoreggia e il timo a fianco del sentiero, l’olio extravergine basilico e pomodoro della bruschetta, l’amaro Montenegro di dopopranzo, la salsa tartufata, il fumo di tabacco umbro soffiato dal campeggiatore vicino, l’ipoclorito di sodio nella piscina, il pesce spada grigliato, la polvere gettata nell’aria dall’erpice, il sudore dei cavalli, il fumo dell’incendio boschivo… di notte c’era un pezzo di silenzio fra lo stronfiare della gente attorno, l’ululare distante dei cani e dei presunti lupi, il canto dei grilli, l’annusare di qualche bestia vicino alla tenda, di giorno lo zampare dei cavalli, il tuffarsi dei bagnanti, la brezza del mezzogiorno nei pini e la pioggia delle foglie dei pioppi e poi, il calore del rosso casa cantoniera che mi rimane per sempre impresso nella retina. E già tutto questo sta sfumando e mi lascia sradicata nel mio ufficio sterile.


Deze reis was een aaneenrijging van geuren: verbrand asfalt besmeurd met benzine en braaksel op de parkings van de snelweg, de tent doordrongen van vier jaar muffigheid wegens niet gebruikt, de zoetigheid van versgeplukte vijgen, de pizza uit de houtoven, de zonnenbloemenzee naast de weg, de frisse boslucht bij de camping, munt oregano bonenkruid en tijm naast het wandelpad, extravergine olijfolie basilicum en rijpe tomaat van de bruschetta, de amaro Montenegro na het eten, truffeltapenade, rook van Umbrische tabak van een campingbuur, de chloor van het zwembad, geroosterde zwaardvis, stof opgerakeld door landbouwmachines, het zweet van de paarden, de rook van de bosbrand... 's nachts viel er nu en dan een stilte tussen het gesnurk in de tenten rondom, het verre huilen van de honden en wieweetookeenwolf, het sjirpen van de krekels, het gesnuffel van een of ander beest vlak naast de tent, overdag het getrappel van de paarden, het geplets van de zwemmers, de middagbries in de dennen met een regen van bladeren van de populieren, en verder, de warmte van het casa cantonierarood dat op mijn netvlies is blijven hangen. En toch is dat alles alweer aan het vervagen en voel ik mij ontworteld in mijn aseptische kantoor.

2010-01-12

Pezzi del passato - un'esperienza italiana

Nel 1982 il mio ragazzo faceva il monitor e accompagnava campi estivi di giovani, così un giorno partì per l’Italia, a Torricella sul Trasimeno. Lui stava all’Home RTT, un centro di vacanze per figli di gente che, come suo padre, lavorava per l’Ente di telefonia e telegrafia. E siccome non potevo stare senza vederlo per due settimane, da sola partii in treno per l’Italia. Fu un viaggio divertente: il treno era stracolmo e dormivo per terra (in quei giorni riuscivo ancora a addormentarmi ovunque), durante il viaggio la gente si alternava, con degli autoctoni facevo due chiacchiere con poche parole e molti gesti, c’erano famiglie e giovani, e c’era un ragazzo che mi chiese se nel mio paese le donne avevano l’autorizzazione a viaggiare da sole (di sicuro fu un tizio del Sud a chiedermelo). Dovevo cambiare treno a Firenze e siccome dovevo aspettare un bel po’ di tempo, feci un piccolo giro nei dintorni di Piazza della Signoria, poi tornai alla stazione. Finalmente, dopo aver scambiato del gorgonzola - che stava fondendo a causa del gran caldo- e del pane con qualche giovane italiano affamato sul tragitto Terontola-Cortona, sono sbarcata a Torricella. Dalla stazione sentivo suonare l’Italiano di Toto Cotugno e solo adesso mi rendo conto che quel momento non riuscirà mai nessuno a cancellarlo dalla mia memoria. Dal suolo emanava quel calore che non avevo mai sentito prima, c’era un odore di rosmarino, mescolato con quello di lubrificante sparso sulla ferrovia, il sapore del gorgonzola e del pane appena consumato, quella canzone orecchiabile e il singolare piacere di sentirmi sola, di essere. Il capostazione sorrise quando mi sentì cantare in coro il ritornello.
Dai rari incontri con il mio ragazzo in quelle settimane non ricordo molto, mi restano in mente soprattutto una camminata da sola al mercato di Magione, una stravecchia di Montecolognola, incontrata sulla strada del ritorno, che se la sentiva di fare conversazione con questa forestiera, il campionato mondiale di calcio sullo schermo grande nella piazza accanto alla pizzeria Franci, (gridavamo “Italia, Mundiàààl!” e la sconfitta della Germania fu festeggiata fino a tardi nella notte), qualche pranzo con la famiglia che gestiva il piccolo campeggio dove avevo piantato la mia tenda canadese e tanti bicchierini di amaro al tartufo bevuti a piccoli sorsi nell’unico bar in cui si radunavano i vecchi per giocare a carte.

Foto scattata a Torricella sul Trasimeno, 1982(?)