Visualizzazione post con etichetta pietà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pietà. Mostra tutti i post

2012-10-01

Vita ridotta all’osso



[Foto: elegia per un picchio rosso maggiore]

Ce n’è voluta, ma finalmente è vuota la casa delle Ardenne. Mentre la prima volta ci ho trovato pezzi di splendore di un passato remoto, quest’ultimo fine settimana ha fatto piena luce sul lato penoso della vita della zia. In cantina negli scaffali la confettura del 1980 a prima vista intatta, lo sciroppo di sambuco “vintage”, la collezione di retine delle arance, una ventina di elettrodomestici rotti, la merda dei topi nei cassetti, vasi da conserva e noci mangiati dai roditori in ogni angolo, e mentre stavi spazzando ti riempivi i polmoni di una specie di polvere appiccicosa e muffa.
E poi il peggio era la stalla, dal fondo al soffitto colma di cose e mobili che già un secolo fa avrebbero dovuto essere scartati. Siccome la porta non chiudeva più, e dall’altro lato c’era un buco nel muro, gatti e cani, ratti e topi c’erano entrati e ci avevano festeggiato e fatto i propri bisogni e il fetore aveva ben penetrato ogni libro, ogni cuscino che ci era stato gettato. Procedevamo lentamente ma sicuramente sollevando mobili, rifiuti, pezzi di ferro e vetri rotti e buttandoli nel contenitore e quando siamo arrivati quasi alla fine, nel buio ho scoperto un oggetto con una forma un po’ strana. L’ho pigliato per la coda e sono uscita e nella luce del giorno si è rivelato un gatto quasi mummificato, senza alcun pelo e con la risataccia bianca della morte.

È finita in una risata con le figlie: “e se andassimo a domandare al vicino se ha perso il gatto?”

2012-09-14

Canale Mussolini - lettura in corso



Antonio Pennacchi nel suo libro racconta la vita e lo fa come lo faceva la gente nel passato, nei tempi senza Google glasses, senza i-Pad, Facebook o telefonino, quei tempi in cui si raccontavano storie semplicemente dal vivo con persone in carne e ossa. È un racconto vivace, inesauribile, che sembra conoscere ogni dettaglio della vita quantomai povera. Non evita nessun argomento, li tratta tutti e li tratta coraggioso, senza esitare, perché è chiaro che è questo il libro per cui è venuto al mondo. Era la prima frase del libro e per me si è avverato ancora prima di aver finito la lettura. Oggi, alla pagina 232 il passaggio che mi ha toccato evoca la sua pietà, la sua commiserazione con... la strada:
“La strada ha bisogno come il pane di manutenzione, è un organismo che vive, ci passa la gente sopra, i carri, i camion, le macchine, Si usura. Sfrega oggi e sfrega domani, si usura. E poi, sta all’aperto, povera bestia anche lei, esposta a tutti gli agenti atmosferici: il freddo, l’acqua il gelo, il sole, il caldo. … Lei deve fare la manutenzione a ciò che costruisce – sia casa che strada che affetti …”