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2013-07-15

Ruggine




[Foto: tendifilo arrugginito]
Ed eccoci che esitiamo a partire in vacanza. Dopo tante estati marce di umidità e freddo e troppi giorni senza sole non sembra più necessario partire per cercare un tocco di spostamento, basta mettere un po’ di musica esotica per credersi nei paesi del Sud. Ammettiamo anche che con lo zoo che abbiamo raccolto intorno a noi, diventa sempre più difficile trovare soluzioni per l’alimentazione e la cura degli animali e come se non bastassero ancora le dieci galline e il gallo, le due gatte e i due acquari con tanti pesci, negli ultimi giorni è venuto raggiungerci un pappagallo che il figlio è riuscito a catturare nel giardino. D’altronde troviamo anche sempre più scuse per restare a casa. C’è da imbiancare e mettere in ordine la soffitta appena resa abitabile, c’è da fare due tavoli da lavoro in officina e poi c’è l’orto la verdura la frutta il vino da mettere in bottiglia… Così viene rimandata la partenza e non mi importa tanto, che durante l’anno sono in viaggio continuamente, l’andirivieni quotidiano tanto in macchina, quanto nella mente. Starei davvero diventando come quel tendifilo arrugginito del campo vicino a casa, tenendo senza di più, il filo della vita?

2012-08-27

Gita ad Ithaca


(mar ionio all'alba)
Già finito, il viaggio ad Ithaca. All’andata ci siamo sdraiati sul ponte del traghetto strapieno e durante la notte abbiamo sentito la brezza del mare Adriatico che poco a poco stava facendo spazio per quella del mar Ionio. Strano che non abbia provato meraviglia per il sole che stava salendo sopra le isole, solo ho notato che il mare era come di oro liquido, viscoso. Ho sentito pesce e sale, e più tardi origano, timo, menta, polvere. Un ricordo vago del paesaggio montagnoso, qualche spiaggia bianca e azzurra. Una partita di scacchi o di whist e tanti ciottoli unici trovati. Il fico maturo colto fresco dal sole, l’acqua freschissima dalla fonte e al tramonto il profumo del gelsomino. La padrona di casa che prima di tuffarsi nelle onde ci lasciava le chiavi della macchina e della casa, dicendo in olandese zoppo che non si sapeva mai se il mare la avrebbe bevuta.
Il viaggio di ritorno in furgone da Brindisi, i campi di terra rossa pugliese, trulli di pietra, vecchi uliveti sinuosi che sembravano tanti vecchi amici, campi di pannelli solari, campi di camper e villaggi turistici, spiagge con campi di ombrelloni lo sfilare delle strisce bianche caselli autostradali luce che cambia giornata che scivola e scivola via e un singhiozzo sotto pelle alla frontiera, lasciando alle spalle il bel paese.


non resta che cantare ancora