Pomeriggio
sereno
Ecco la mia collezione di sogni, pensierini, fotografie, storielle, musiche e citazioni. Nonostante aggiorni queste pagine solo sporadicamente a seconda dell'ispirazione, del mio stato d'animo e delle circostanze, ho l'intenzione di caricare ogni inezia che possa far durare il viaggio nella mente.
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2014-09-05
2014-01-17
Saluti dal Belgio - street music
Prima che per l'ennesima volta cominciasse a piovere a dirotto mi ha portato un po' di gioia questo band che posteggia davanti alla stazione Nord di Bruxelles.
Stamattina suonavano una versione molto appropriata per il nostro tempo e incredibilmente swinging di Autumn Leaves.
Stamattina suonavano una versione molto appropriata per il nostro tempo e incredibilmente swinging di Autumn Leaves.
2013-05-25
Benedizione del sabato
Possa la strada sollevarsi per incontrarti,
possa il vento essere sempre alle tue spalle.
Possa il sole splendere caldo sul tuo viso
e la pioggia cadere dolcemente sui tuoi campi.
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2012-01-12
Pioggia invernale

stamattina il canto del merlo
strozza il rumore delle strade
stamattina il merlo scongiura
il cielo grigio gravido immobile
di partorire pietosamente
ancora un attimo e sarò
come la pioggia invernale
che gocciola silenziosa
filando lungo la ragnatela
infiltrandosi nel vecchio velluto muschio
2011-07-21
Saluti dal Belgio - La drache nationale
(Foto: oggi, a Roux-Miroir. -all'inizio del diluvio)
Il fenomeno de la drache nationale è noto da ogni belga. Ogni anno, il giorno della festa nazionale, il 21 luglio, cade una pioggia forte, sia per disturbare la sfilata delle truppe, sia per inzuppare la gente affollata per i fuochi d’artificio nel parco di Bruxelles.
Oggi il bel tempo è durato fino alle cinque e mezza. Fino alle cinque e mezza ho potuto lavorare nell’orto. È stata una giornata un po’strana, la terra ammuffita dell’orto, la luce che stava cambiando continuamente, il tempo non esattamente caldo, piuttosto opprimente. Ho rischiato di fare la raccolta delle cipolle, di lasciarle per terra che si essicano. Ebbene, verso le quattro e mezza nel cielo si erano accumulate tante nuvole sempre più nere e cariche di pioggia, quindi ho intrecciato i bulbi e li ho appesi ad un chiodo nella rimessa. Poi, è venuto giù il cielo intero colmo di acqua che spumeggiava su dal serbatoio di acqua piovana per scorrere via in forma di ruscello nel cortile. Lo stesso dev’essere successo dal contadino, tuttavia nel suo cortile lo scarico dell'acqua era intasato e dopo qualche minuto già si era formato uno stagno...
Adesso che è finito il diluvio, credo davvero che il clima si è scatenato. Temo che ormai ogni 21 luglio ci aspetterà le déluge nationale invece de la drache nationale.
2010-08-17
Saluti dal Belgio - Piedi bagnati
Foto: la mia testa riflessa nel secchio
Quando stavo per arrivare alla stazione di Lovanio, l’acqua che si era infiltrata nella mia macchina cominciava a penetrare nei miei stivali. E mi fanno incazzare i piedi bagnati! Eppure avevamo tirato fuori tanta acqua anche ieri sera, perché c’è un buco nella carrozzeria e con il diluvio degli ultimi giorni, il nostro autoveicolo sembra piuttosto una scialuppa bucherellata.
A Bruxelles aveva smesso di piovere e anche la superpozzanghera dietro il palazzo Proximus era dissolta, così sono arrivata in ufficio asciutta (salvo i piedi).
Ed ecco che due delle mie colleghe, stamattina andavano avanti e indietro, trasportando delle piante. Un attimo ho pensato che ci fregavano l’unico mezzo che possa farci sentire in armonia con la natura in questo palazzo sterile. Poi, quando sono passate per la quarta volta, ho domandato se facevano una passeggiata con i vegetali. Mi hanno risposto che si trattava d’un salvataggio dal inesorabile naufragio. Ho infilato il dito nel vaso della mia pianta ufficinale per constatare che anche quella era annaffiata sovrabbondantemente. Mi sa che il maltempo degli ultimi giorni sarà servito da inspirazione agli addetti alle pulizie, rendendoli esuberanti con l’annaffiatoio. E così non sono sola ad avere i piedi bagnati.
Natte voeten
Toen ik bijna aangekomen was op de parking van het station van Leuven, begon het water dat op de bodem van mijn auto stond door mijn laarzen te dringen. En als er iets is wat ik niet verdraag, dan zijn het natte voeten. Nochtans hadden we de auto gisteravond alweer leeg gehoosd, want er zit ergens een gat in de carrosserie en met de stortvloed die over ons is uitgekiept, lijkt onze kar meer op een lekke sloep.
In Brussel bleek er eindelijk geen nattigheid meer uit de lucht te vallen en de superplas achter het Proximusgebouw was weggetrokken, dus kwam ik droog op kantoor aan (afgezien van mijn voeten).
Daar zijn vanmorgen twee van mijn collega’s een paar uur druk over en weer aan het slepen geweest met planten. Even dacht ik, ze zijn ons aan het beroven van het enige groensel dat ons rest om ons in dit steriele kantoorgebouw nog enigszins met de natuur verbonden te voelen. Toen ze voor de vierde keer met een kar vol groen langs mijn deur passeerden, zei ik: “en, bezig met de planten uit te laten?”, waarop ze me vertelden dat het hier eigenlijk ging om een reddingsactie van een zekere schipbreuk. Waarna ik een vinger in de potgrond van mijn kantoorplant stopte en kon vaststellen dat ook die van mij zwaar overgoten was. Vermoedelijk heeft het poetspersoneel zich geïnspireerd op het weer van de voorbije dagen en hebben ze zich uitbundig laten gaan bij het bewateren. Zo ben ik dus niet de enige die met natte voeten op kantoor zit.
2010-08-16
Saluti dal Belgio - Regen/Pioggia
Stamattina ho tirato fuori qualche catinella di acqua dalla macchina. Ci deve essere un buchino nella carrozzeria dal mio lato. Anche oggi continua a piovere a dirotto. Meno male che devo riprendere il lavoro. Nell’orto ci sono soltanto fagiolini, zucchine e cetrioli da raccogliere, i piselli più furbi, secchi, sono già finiti nella zuppa, non posso più fare niente per i poveri pomodori, dovranno cavarsela da soli, probabilmente anche quest’anno mi deluderanno e saranno colpiti dall’alternaria. E dire che dopo tre anni con pomodori marci ad agosto, mi ero ripromessa di non provare più a coltivarne.
Veramente, da ieri mattina, piove, pioviggina, scroscia, diluvia, che non ne vediamo la fine e l’orchestra delle cicale nei miei orecchi si è trasformata in un gocciolare, un ruscello, un fiume, che sbocca nellu rusciu de lu mare e le nuvole basse, grigie, suscitano un blues inesorabile che mi spinge ad ascoltare la voce calda e malinconica di Dirk van Esbroeck, un mio consanguineo morto troppo giovane.
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