Visualizzazione post con etichetta pubblicità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pubblicità. Mostra tutti i post

2015-08-04

astrusamente vostro - dopo i saldi

Oggi nel centro commerciale, al piolo dei vestiti a prezzi tondi, una serie di pullover con l'etichetta con la scritta in carattere cubitali: 19,99 euro e mi sono detta:

preferisco qualche zero onestamente tondo 
a tante nove in sottofondo

2011-12-01

Saluti dal permafrost (per quanto possa ancora esistere)


Oggi nel mio Inbox, trovo una pubblicità del giornale De Standaard, che mi mette in uno stato di confusione. Ecco che mi annunciano che stanno male le nostre regioni polari e molto probabilmente i miei nipoti non avranno più la possibilità di godersi un viaggio al permafrost. (Fino a qui, niente di sorprendente, ce lo dicono da tanto che con il cambiamento climatico le cose andranno così)

Tuttavia, continuano: non bisogna preoccuparti, visto che ora i poli sono immortalati nel documentario Frozen Planet della BBC. Sarà stato l’ultimo ritratto delle regioni polari della Terra, prima che spariscano il ghiaccio, i pinguini, i lupi e i paesaggi incantevoli innevati. E adesso che fare? Addirittura: comprare! Bisogna regalarmi quest’ultima vista del permagelo, in via di sparizione grazie alle nostre attitudini consumistiche…

È perfino questa conclusione del messaggio di solo qualche riga che mi turba e che mi lascia gelata di fronte all’assurdo di questo mondo caotico.

2010-03-30

Nun me scuccia'

Foto: Il nostro gallo Marcel (RIP)

Da tempo la pubblicità sulla rete mi irrita, anzi ce l’ ho con gli slogan o spot che spuntano ovunque vai a cercare informazioni o notizie. E di tutti quegli spot, ce n’è uno che perfino mi rompe le scatole ogni volta che apro il website della Repubblica:Non farti raggiungere dalla crisi! (nun me scuccia’!) La crisi, metà della gente che conosco non la sente o finge di non sentirla, e gli altri, non so, penso che facciano come noi: rimandano le spese al momento in cui lo stipendio arriva, non mangiano più al ristorante, non escono la sera, e vanno meno spesso dal dottore o dal dentista. Come tante altre famiglie, da mesi dobbiamo cavarcela con una sola paga, e sulla rete ci dicono “Non farti raggiungere dalla crisi. Scegli il massimo rendimento per i tuoi risparmi.” Ma che imbecilli! Anche se avessimo ancora qualche risparmio, dopo quello che è successo con le banche negli ultimi anni, non le affideremmo mica un centesimo: la crisi finanziaria è stata una grande truffa, lo stato, cioè, noi tutti, abbiamo dovuto pagare per salvare le banche dal fallimento, e adesso ci annunciano che hanno avuto di nuovo un bel profitto, che - di sicuro - non sarà rimborsato allo stato. Da anni già la Citibank, come un fanatico mi scrive delle lettere ogni cinque-sei mesi (addirittura! mi hanno anche ritrovato quando mi sono trasferita in questo paese di neanche 600 abitanti) per offrirmi un credito che di sicuro non sarei mai capace di rimborsare nella mia vita. Ma come fargli entrare in testa che non sono mica un cliente potenziale? Gli ho già rinviato più volte loro lettere -fatica sprecata- e adesso, sulla rete, non c’è nemmeno più la possibilità di rifiutare, di rinviare questi messaggi scemi.
D’altronde, ho l’impressione che la differenza fra ricchi e poveri in Belgio diventi sempre più grande, quindi mi chiedo come ce la fanno ancora per sbarcare il lunario in Grecia, in Irlanda, nel Portogallo o in Italia? Forse hanno giunto un altro modo di vivere?
In conclusione, se dovessi inventare uno slogan contro la crisi, direi: Non farti raggiungere dalla pubblicità, raggiungi un altro modo di vivere!