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2016-06-18

Saluti dal Belgio - strunzate

Ed oggi di nuovo c'è ´na strunzata nel giornale, c'è la novità che il sindaco di Blankenberge, s'è ´nventato di voler instaurare in tutti i comuni littorali il divieto di mendicare. Solo in certe zone però, perché la legge non permette di farlo per tutto il territorio.
Il suo argomento:  abbiamo un pubblico di turisti a chi piace vedere la qualità, e non quadra in questo quadro il mendicante. 
Già, da quando hanno chiuso le frontiere dell'Europa per i migranti non ne vediamo quasi più arrivare, ma adesso vogliono anche spazzare via quest'altra realtà: c'è gente povera anche da noi e sempre più. Perché continuamo a non condividire le richezze come si dovrebbbe e preferiamo non cancellare questa situazione, ma cancellare la sua immagine per non doverci preoccupare di trovarci una soluzione. 


Seconda stronzata è che nella stampa ce l'annunciano come se fosse un titolo da fumetto di Suske en Wiske (i titoli comportano sempre delle alliterazioni): "Blankenberge bant bedelaars" (bando ai barboni a Blankenberge). Anche se questa proposta di legge sarà presto accantonata, mi sembra sempre più allucinante il modo leggero in cui si comunica su faccende del genere.

2016-06-07

Saluti dal Belgio - clima impazzito


Nel Belgio il meteo non quadra più, sono settimane che cambia il vento da nord a sud, che il termometro imita l'ascensore dell'ufficio, che l'acqua viene giù... Ma anche il clima al lavoro è diventato piuttosto nervoso e i nostri concittadini malcontenti. Fanno lo sciopero già molte settimane i custodi dei carceri. Le circostanze ci sono diventate lamentabili, inumani per gli incarcerati. Hanno seguito l'esempio le ferrovie e gli autobus, anche tre giorni, per poi dare una tregua fino alla settimana prossima: ricominceranno per non meno di una settimana, e ne sarrano le vittime gli studenti che sono in periodo di esami e tutti quelli che non hanno la possibilità di fare telelavoro. 
La settimana scorsa ancora i servizi pubblici hanno fatto lo sciopero ed oggi i magistrati hanno intrapreso qualche azione di protesta, purché senza grandi disturbi per il cittadino. Lunedì poi, sarà la posta che sospende gli attività per protestare contro il piano di privatizzazione. Nel frattempo le autorità con ogni nuova azione stanno incriminando i sindacati, e il partito di destra fiammingo ne approffita visto la sempreterna e enorme  differenza tra la percentuale dei scioperanti Valloni e quelli Fiamminghi. Sarà l'ennesima argomento per poter sbarrazzarsi di quell'altro paese e farsi una repubblica fiamminga prospéra
Dimenticano però che col clima che impazza, il paese viene inondato sempre più spesso ed un giorno saranno costretti a domandare aiuto agli ex-concittadini francofoni. Per fortuna, questi continuano ad accogliere la gente che viene del nord con cartelli stradali annunciando "La Wallonie, terre d'accueil".

2015-11-16

Saluti dal Belgio - Monsieur le président, per favore pensateci due volte prima di parlare

Venerdì tutto pareva ancora sereno…
Oggi, le sirene non smettono, non si può più aprire la finestra dell’ufficio per prendere un po’ d’aria.
La mattina, arrivo alla stazione Nord e esco in fretta, guardo intorno con sospetto, si vedono i soliti senzatetto seduti sonnecchiando sulla panchina fredda di marmo, tanti altri pendolari frettolosi e qualche poliziotto che osserva la gregge che si sposta dal binario all’uscita.

Venerdì 13, mentre stavamo guardando la partita notevole dei diaboli rossi contro gli azzurri si è spezzato il sentimento di orgoglio per la vittoria della nostra squadra con la notizia degli attentati a Parigi. I figli non smettono di fare le domande sul perché e il percome, si indignano, si preoccupano per qualche amica che sta a Parigi, si impauriscono, si rendono conto che quel mondo che finora sembrava tan bello e interessante da scoprire è diventato un luogo dove non ci si può più sentire sicuro ad ogni momento.

Oggi è lunedì, si torna all'ufficio, non posso concentrarmi sul lavoro, fuori le sirene non smettono, vanno e vengono, da Molenbeek al centro e viceversa. Molenbeek, adesso definito in tutti i giornali come il covo dei jihadisti, sarà...
Già vedo le reazioni di certi parenti e conoscenti sulla rete… qualcuno carica l’immagini di spazzole dicendo che bisogna fare pulizia in quel posto pestifero, qualcuno addita gli immigranti. Sono le reazioni di chi si è lasciato avvelenare la mente, all'inizio goccia a goccia, poi cucchiaio dopo cucchiaio senza nemmeno rendersene conto. Già tante volte mi sono domandata come reagire, adesso ho deciso di rompere il contatto, non voglio farmi avvelenare la mente.

Bisogna di gente come David van Reybrouck (http://deredactie.be/cm/vrtnieuws/opinieblog/opinie/1.2496737) per mettere il dito sulla piaga e scuoterci, perché anche il presidente della repubblica di Francia c’è caduto dentro, dichiarando la guerra ad uno stato che stato non è, ad un esercito che esercito non è. Sono un branco di lupi solitari. Hollande ha copiato il discorso di Bush, con la sua invasione dell’Afghanistan, che secondo van Reybrouck è alla base della genesi di IS.


Bisogna cambiare discorso, riflettere prima di lanciarsi in un linguaggio di guerra, perché corriamo il rischio di un’escalation di violenza senza precedente.

2014-06-23

Saluti dal Belgio, paese del tricolore nascosto

foto: tricolore "nascosto", rimorchio bici per bambini

Da anni ci siamo abituati che gli olandesi, in piena follia del calcio, tinteggiano intere strade in arancione, mangiano dolci sospetti arancione, si vestono in arancione, e si puliscono il culo con la carta igienica arancione stampata con lo slogan "hup Holland hup". E' una nazione con forti convinzioni delle proprie capacità (se non mi sbaglio avevano già stampato i francobolli "campione europeo" nel 1976, prima di perdere la finale) quindi non ci sorprende più il loro orgoglio nazionale.
Oggi, nel nostro paese dove il tricolore viene esposto soprattutto nella parte francofona o nella capitale, sperimentiamo una follia del calcio crescente mai vista prima e ben orchestrata dal commercio, che fa che anche nelle Fiandre spuntano dappertutto bandiere e che la gente cerca nel guardaroba -che per la maggior parte contiene vestiti non molto colorati- quella maglietta rossa, quel foulard o quella borsa gialli, quel pantalone nero per impegnarsi nei festeggiamenti di una partita che difficilmente può essere definita bella, mais bon, ci porta un passo più vicino alla finale. Dopo la prima partita, abbiamo dovuto piangere un morto: un uomo entusiasta si era arrampicato su una statua di un leone alla borsa di Bruxelles, ed è caduto sulla testa. Ieri la polizia ha vigilato ai festaioli e hanno ben festeggiato a lungo: stammattina alle otto all'uscita della stazione ho incontrato un paio di tifosi, uno indiano-belga con la bandiera nero-giallo-rosso drappeggiata sulle spalle ed un africano-belga, tutti e due stanchi e ubriachi, in cerca di un ultima ciligiegina sulla torta nella strada delle case chiuse.
Alla prossima partita!

2013-10-23

Saluti dal Belgio - paese spezzato

Finalmente sono riuscita a inscrivermi sul sito della biblioteca di Lovanio. Eppure quando ho terminato la registrazione, ecco che mi dicono che abito in un "comune in Vallonia o all'estero". Mi domando che cosa indicano per gente che abita nella regione di Bruxelles? Sarebbe anche all'estero o avrebbero già allegato Bruxelles alle Fiandre senza che i francofoni se ne fossero accorti?

2013-09-05

Saluti dal Belgio – ‘n autra goccia di vilenu




Menen, la città che dichiara sul suo sito che è "grensverleggend", cioè innovativa.

Nel giornale di oggi leggo che dal 1 gennaio 2014 i funzionari del comune di Menen, dovranno parlare neerlandese con tutti i cittadini. Niente di anormale si può pensare, visto che Menen è un comune in Fiandra occidentale e in questa parte del Belgio la lingua amministrativa è il neerlandese. Ma perché bisogna introdurre una regola così ovvia si sono domandati i giornalisti? Lo spiega il sindaco, Martine Fournier: oggi giorno è più la regola che l’eccezione che i funzionari aiutano gli immigrati dalla Francia e dalla Vallonia nella loro lingua, però in senso stretto la legislazione linguistica impedisce quella pratica. Vale dire che ben presto, se i nuovi immigrati non riescono a spiegarsi in neerlandese, dovranno farlo con le mani o utilizzando iconi. Il ministro fiammingo dell’integrazione Geert Bourgeois (NVA) ha dichiarato che è un’ottima idea.

Naturalmente vogliamo che la legge viene rispettata, ma sono dei piccoli articoli del genere che influiscono sempre di più la mente della gente nelle Fiandre. È il veleno insidioso che ci servono già da anni e che rende i cittadini gretti e incita all’odio verso tutti quanti che non parlano la propria lingua. Perfino quest’estate, durante le mie vacanze in Francia mi ha raccontato un francese che un giorno facendo un giro turistico a Brugge, con i suoi compagni si è seduto su una terrazza di un bar r ha voluto ordinare una birra. Il cameriere del bar ha voluto obbligarlo a farlo in neerlandese. È rimasto sbalordito e se n’è andato senza spendere un centesimo. Ero d’accordo con lui e mi sono anche scusata per il comportamento dei miei connazionali. Ho provato a spiegare che viviamo in un paese piccolo di mente e allo stesso tempo molto surrealistico. Ché virgogna...