Visualizzazione post con etichetta San Nicola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta San Nicola. Mostra tutti i post

2012-12-07

Kruidnoten




Siccome quest'anno non ho trovato i tipici kruidnoten per la festa di San Nicola nel negozio, ho provato farli a casa. Poi, sfogliando delle pagine sulle spezie, ho scoperto che a parte il dolce, salato, amaro e aspro, esiste un quinto gusto che si chiama l’umami. Mi meraviglio che ho imparato a scuola che esistevano quattro gusti fondamentali, mentre il quinto era già scoperto da un professore giapponese nel 1908. Apparentemente abbiamo dovuto aspettare una ricerca dell’università di Miami per avere la conferma che nel cavo orale umano esiste il recettore dell’umami, oppure “gusto saporito”. Sembra essere presente nell'anice stellato di questa ricetta.

Kruidnoten

Ingredienti:
Miscuglio di  polvere delle spezie seguenti in questa proporzione
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di chiodo di garofano
1 cucchiaino di noce moscata
½ cucchiaino di zenzero
½ cucchiaino di anice stellato

250 g di farina autolievitante
125 g di zucchero di canna
100 g di burro
3 cucchiai di latte

Mescolare lo zucchero con il burro fino a quando non è cremoso. Aggiungervi la farina, due cucchiai di miscela di spezie e il latte. Ben impastare e poi formarne alla mano dei piccoli pallini. Metterli in una teglia da forno. Cuocere al forno per 15 minuti a 160°C.



Toen ik dit jaar voor het Sinterklaasfeest geen kruidnoten vond in de winkel, besloot ik om ze zelf te maken. Bij het noteren van het recept bladerde ik door enkele pagina’s over specerijen en ontdekte er toevallig dat er afgezien van zoet, zout, zuur en bitter, nog een vijfde basissmaak bestaat, die umami heet. Ik was enigszins verwonderd dat ik op school geleerd had dat er maar vier basissmaken bestonden, terwijl de vijfde al in 1908 was ontdekt door een Japanse professor. Blijkbaar hebben we moeten wachten op een onderzoek van de universiteit van Miami dat bevestigt dat de mens inderdaad beschikt over smaakreceptoren voor umami, oftewel hartigheid. Deze basissmaak schijnt aanwezig te zijn in de steranijs van dit recept.

Kruidnoten

Ingrediënten:
Mengsel van kruiden in poedervorm in de volgende verhouding
1 theelepel kaneel
1 theelepel kruidnagel
1 theelepel nootmuskaat
½ theelepel gemalen gember
½ theelepel steranijs

250 g zelfrijzend bakmeel
125 g bruine suiker
100 g boter
3 eetlepels melk

Meng de suiker met de boter tot het mengsel romig is. Voeg de bloem, twee eetlepels van het kruidenmengsel en melk toe. Meng goed en draai er met de handen kleine bolletjes van. Leg ze op een bakpapier in een ovenschaal. Bak gedurende 15 minuten in de oven op 160°C.
 

2012-12-06

Saluti dal Belgio - atmosfera di dicembre




Ieri stavano facendo buoni progressi con i lavori sul mio tetto quando verso le dieci della mattina ha cominciato a piovere. Sono ripartiti, dicendo un’altra volta che sperano poter finire i lavori prima di Natale e lasciandoci coperti con una membrana sintetica e una parte del tetto già fatta con ardesie.
Poi, per l’ennesima volta è arrivato il tecnico per lavori sulla caldaia che da qualche settimana continuamente s’inceppa. Stavolta ci ha lasciato con la speranza che finalmente sarà risolto il problema.
Stanotte ha nevicato. Solo un po’, abbastanza per addestrarci alla lotta per arrivare a scuola e al lavoro in tempo. Il tizio del meteo lo chiama een winterprik, una puntura d’inverno, però ci promette ancora di più per i prossimi giorni.
I conciatetti sono arrivati alle sette, come al solito un’ora e mezza prima. Come al solito hanno lasciato il motore del furgone per mantenere il calore mentre fanno un pisolino o leggono il giornale. Uno di loro è uscito per guardare il tetto mentre stavo pulendo la macchina della neve e del ghiaccio. Non sembrava molto entusiasta.
Oggi è San Nicola e quest’anno non metterà regali nelle scarpe. Mio figlio, anche se sono convinta che ora sappia, continua ostinatamente a cantare ogni sera leg wat in mijn schoentje, “ponga qualcosa nella mia scarpa”. Forse è ancora sempre nei dubbi. Forse si sta suggestionando.
Stasera, invece di andare alla classe di spagnolo e imparare l’uso e la coniugazione del congiuntivo, festeggerò pakjesavond, la festa dei regali, che è piuttosto una tradizione olandese e normalmente si svolge alla vigilia. Una delle mie figlie si preoccupa e mi domanda se veramente non ci saranno i dolci dell’uomo buono. Le è costata scrivere una piccola poesia per accompagnare il regalo. Vedremo stasera se sarà riuscita a metterci qualche scherno del carattere del destinatario.
Come al solito il treno parte in ritardo e nessuno è sorpreso di vedere che ne prendiamo ancora di più prima di raggiungere la capitale. All’uscita della stazione un suono di fisarmonica mi viene incontro… jingle bells, jingle bells…
Come al solito compro il mio primo ciao con una moneta e continuo, scivolando, al lavoro. Mi aspetta un messaggio: "i conciatetti se la sono svignata"

2009-12-01

Saluti dal Belgio - Snieklaas


Sinterklaas kapoentje, breng wat in mijn schoentje
(San Nicola, monello(!), portami qualcosa nella scarpa)
Prima devo dire che né nel Belgio, né in Olanda c’è intesa se dovremmo abolire quel kapoentje, perché letteralmente vuol dire cappone, e c’è chi pensa che non abbia niente a che fare con il San Nicola, e che non quadri con l’immagine della sua dignità (vedi la norma NEN 0512). Già Toon Hermans, (vedi sotto) prendeva di mira quella frase della canzone più cantata per la festa di San Nicola.
Conosco Sinterklaas da quando campo. Il santo adorato (che mi metteva anche un po’ paura quando ero piccina) veniva nella notte del 5-6 dicembre ogni anno, anche da me. È una cosa normale per quasi ogni belga, per quasi ogni olandese mettere la scarpa a lato del camino, per trovarci del dolce o dei regali. Da piccola, al far del giorno, quando il primo fratello aveva svegliato gli altri, nel buio uno a uno scendevamo in silenzio le scale e una volta accesa la luce nel soggiorno, cominciavamo a sussurrare, e scoprendo pian piano tutto ciò che era cambiato da ieri, parlare con eccitazione, scoprire i regali, per un momento c’era angoscia: avrà portato tutto?
Anni dopo, le mie figlie urlarono, saltarono proprio in aria, poi restarono meravigliate con tanti dolci, tanti regali.
Che contrasto con la situazione abbozzata da Toon Hermans, uno dei tre più famosi stand-up comedian dei Paesi Bassi, nella sua conférence del 1974! Con il suo comportamento di povero bambino trascurato ci racconta che ce l’aveva con Snieklaas, non gli era mica simpatico: quando metteva la scarpa, l’indomani era già contento che il santo non gliela avesse portata via, non riceveva mai regali, malgrado che stesse per ore accanto alla stufa a carbone e cantasse così a lungo che sveniva. Lo trovava proprio uno scemo: il 5 dicembre andava sul tetto, nel freddo invernale e poi, per fargli visita, invece dei vestiti da vescovo indossava una tovaglia che lui riconosceva, portava ancora le impronte del portacenere sulla schiena. Pian piano, durante la sua esibizione ci metteva di molto in più, gli toglieva la maschera, gli mostrava nel suo squallore di povero santo-maledetto, e io ci provavo tanto divertimento, che ancora oggi me lo rivedo regolarmente su DVD. Parlando di Sinterklaas con mia madre, mi racconta che anche lei lo trovava un malvagio, perché una volta gli aveva chiesto un portapenne e aveva ricevuto tutt’altro, mentre la sua vicina di classe aveva trovato nella scarpa un portapenne rosso lucido con tante matite…
Come ogni anno, anche ora mi tocca scrivere le lettere di San Nicola per i figli. Per ricevere regali, loro devono fare una lettera-elenco dei desideri, o incollare le immagini di quello che vorrebbero ricevere su un foglio e infilarlo nella scarpa, insieme con uno zuccherino o una carota. Il momento per farlo giunge quando Sinterklaas attracca con la nave ad Anversa o in Olanda. Ci arriva di solito intorno al 10 novembre, dalla Spagna, insieme a Zwarte Piet, il suo assistente nero-lucido-da-scarpe, e il suo cavallo bianco abbagliante che in Olanda viene chiamato Amerigo, e in Belgio Slechtweervandaag (Chetempodacanioggi).
In Belgio, dal 1993, c’è la serie televisiva Dag Sinterklaas di cui l’ultima puntata viene trasmessa ogni anno il 5 dicembre. In venti puntate di più o meno dieci minuti diventa chiaro che cosa rappresenta Sinterklaas, perché il suo cavallo viene chiamato Chetempodacanioggi, che cosa c’è scritto nel gran libro del santo, come si deve scrivere una lettera, come procede Zwarte Piet per sistemare i regali nella ciminiera, insomma si impara un sacco di cose utili per pescare delle sorprese nella scarpa. Adesso hanno rilavorato la serie, togliendone l’introduzione con Bart Peeters che spiegava alle sue figlie come era andato da Sinterklaas e l’hanno rimpiazzata con un pezzettino con un nonno e due nipoti, ma non hanno toccato alla parte principale con Bart Peeters, Frans van der AA (Zwarte Piet) e Jan Decleir, uno dei nostri più bravi attori, quasi sempre magnifico e maestoso nel suo ruolo di San Nicola.
In Olanda vegliano bene alla persistenza della festa ed all’essere in regola con i costumi: l’Istituto di normalizzazione ci ha perfino fatto una Norma, la NEN 0512, intitolata Leidraad voor de viering van het Sint-Nicolaasfeest, Manuale per celebrare la festa di San Nicola. Consiste in un elenco di definizioni, tante prescrizioni per i vestiti, i mezzi di trasporto, l’arrivo, l’autenticità, il modo per onorare il santo o il modo di comportarti quando ti parla…
Poi, dato che la popolazione cresce incessantemente, hanno anche deciso che la dispensa dei regali non poteva più essere assicurata da un solo Zwarte Piet, adesso va aiutato da un mucchio di Pieten, ognuno di loro avendo una specialità, c'è Hoofdpiet che fa il capo, c’è Pietje precies, il pignolo, c'è Inpakpiet, che incarta i regali e tanti altri, e quest'anno c'era perfino Zielepiet (un gioco di parole su zielepoot, poveraccio) che ha la nostalgia per la Spagna, perché è la prima volta che fa il viaggio nei Paesi Bassi. L'evento viene seguito con molta attenzione da mio figlio settenne. Ogni giorno guarda il TG di San Nicola. Eh sì, ha proprio un suo programma, e c'è anche un giornale e la radio sulla rete, con tante piccole cose che succedono: la nave non sa entrare nel porto, perché troppo grande, i regali sono caduti nell'acqua a causa della tempesta, c'è chi non si ricorda delle parole della canzone da cantare e si mette in pensiero per il dolce domani. E anche nella stampa ordinaria, ci si trova di tanto in tanto un articolo sulle vicende di Sinterklaas.
Dunque, come dicevo, anche quest'anno bisogna fare la lettera per i figli. Nella lettera San Nicola approfitta per fare una specie di revisione dell'anno, tutte le furfanterie che hanno combinato i figli possono essere usate nella cronaca, ma sempre con buon umore e dando loro consigli amichevoli, ma soprattutto usando la rima, è obbligatorio. Ma siccome i fiamminghi sono bravi nel rijmen en dichten, zonder het gat op te lichten, cioè la rima e la poesia, senza fatica, penso che anche quest'anno ce la farò. Forse ci metterò un po’ più di tempo, perché è possibile che sia l'ultima volta che lo festeggeremo nella formula infantile. Se il figlio scoprisse quest'anno che il San Nicola fosse difatti una nostra grande menzogna, che con cautela abbiamo ripetuta da anni, dovremo cambiare e magari festeggiare insieme il pakjesavond, la serata dei regali, come lo fanno in Olanda, con delle rime un po' più indiscrete e qualche piccolo regalo, uno per lo scherzo e uno autentico. Di solito, una volta maturi, i belgi non lo festeggiano quasi più, ma siccome mio marito ha qualche legame più forte con i Paesi Bassi, abbiamo una bella scusa per far perdurare la tradizione.
Al soggetto della scoperta della menzogna, devo ammettere che io a quel momento ne ero abbastanza rammaricata. Malgrado cominci a rendertene conto passo a passo, con piccoli dettagli che stonano (le carote nel frigorifero prendevano l’aspetto sempre meno fresco, il numero di zuccherini nella zuccheriera non diminuiva) procurarsi la consapevolezza del’ inesistenza di Sinterklaas resta sempre un’esperienza dolorosa. Delusione alla quale ti avvicini ancora più presto, quando porti i bambini nei grandi magazzini, dove siede sul trono un San Nicola tanto diverso del precedente, che anche un piccolo di quattro anni lo capisce. No, bisogna procedere con cautela e non toccare il soggetto con l’amica che abita di fronte. Siccome è francofona, il concetto di Zwarte Piet è completamento diverso del nostro, viene chiamato Père Fouettard, cioè Quello-che-dà-delle-frustate. Non mi sorprende che non sia popolare e che quando ne incontri uno, si tiene sempre nell’ombra per non spaventare troppo i più piccoli. (E tra fiamminghi si racconta che potrebbe metterti nel sacco di carbone e portarti via se non sei stato buono.) Sarebbe utile per i francofoni studiare quella norma olandese? Ma è vero che non si cambia di punto in bianco il nome del braccio destro di San Nicola.
E per ultimo, a proposito delle scarpe, si deve sapere che non si pongono tutte e due, se no, San Nicola potrebbe pensare che sei ingordo e rischi che se li prenda con sé, il che sarebbe una bella fregatura. Del resto, non dimenticare che colui che ogni sera, prima di dormire, pone la scarpa (non dimenticare la carota o la rapa, o uno zuccherino - da piccola io ci mettevo anche due birre accanto, una Pale-ale per il padre-Sinterklaas e una Christmas per la madre-Zwarte Piet e funzionava bene), canta tante canzoni e di tanto in tanto fa un bel disegno, riceve già un assaggio.