Mentre in Italia stanno montando una cortina fumogena fitta fitta
spalmando strato dopo strato di melma sopra ogni personaggio coinvolto in
qualche scandalo, sia di corruzione che di eccessi di bunga-bunga o pratiche
mafiose – ovviamente con lo scopo di stancare il cittadino perché smetta di
interessarsi alla politica per poi nella primavera tirare fuori dal cappello quegli
stessi conigli sbiancati-ricilcati di sempre sotto il motto: non avete altra
scelta – dalle nostre parti, per le elezioni comunali e provinciali del 14
ottobre ci bombardano di videoclip e slogan da ritardati inauditi. C’è chi affida
la camera alla moglie per lanciarsi in una battuta fuori luogo, chi spende più
soldi invitando un rapper professionale per produrre una specie di clip
ludico-istruttivo-laudativo della propria politica arrugginita. Ovunque guardi –
almeno nelle Fiandre mi sembra così – gli slogan, clip e manifesti vogliono
essere i più spiritosi. Le locandine e foto che si trovano accanto alla strada
in Vallonia poi, per la più gran parte sono talmente noiose e di scarsa qualità
che sembrano fatte dai propri figli o amici del bar.
Intanto c’è un denominatore comune: manca il rispetto per l’elettore perché manca un programma chiaro con una visione positiva sostenibile. Malgrado il voto obbligatorio in Belgio, il nostro ministro della giustizia ha recentemente dichiarato che nessuno sarà perseguitato se non va a votare. I giudici hanno altre priorità. Addirittura. Mi sembra giusto. Soprattutto con i casi di abuso sessuale commessi nel corso di decenni e saltati fuori recentemente. Ci sono stati coinvolti sacerdoti, psichiatri, perfino pediatri. Temiamo che sia soltanto la punta di un iceberg e con il clima che cambia, si sta sciogliendo lesto per immergerci nel fango.
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