2012-08-27

Gita ad Ithaca


(mar ionio all'alba)
Già finito, il viaggio ad Ithaca. All’andata ci siamo sdraiati sul ponte del traghetto strapieno e durante la notte abbiamo sentito la brezza del mare Adriatico che poco a poco stava facendo spazio per quella del mar Ionio. Strano che non abbia provato meraviglia per il sole che stava salendo sopra le isole, solo ho notato che il mare era come di oro liquido, viscoso. Ho sentito pesce e sale, e più tardi origano, timo, menta, polvere. Un ricordo vago del paesaggio montagnoso, qualche spiaggia bianca e azzurra. Una partita di scacchi o di whist e tanti ciottoli unici trovati. Il fico maturo colto fresco dal sole, l’acqua freschissima dalla fonte e al tramonto il profumo del gelsomino. La padrona di casa che prima di tuffarsi nelle onde ci lasciava le chiavi della macchina e della casa, dicendo in olandese zoppo che non si sapeva mai se il mare la avrebbe bevuta.
Il viaggio di ritorno in furgone da Brindisi, i campi di terra rossa pugliese, trulli di pietra, vecchi uliveti sinuosi che sembravano tanti vecchi amici, campi di pannelli solari, campi di camper e villaggi turistici, spiagge con campi di ombrelloni lo sfilare delle strisce bianche caselli autostradali luce che cambia giornata che scivola e scivola via e un singhiozzo sotto pelle alla frontiera, lasciando alle spalle il bel paese.


non resta che cantare ancora


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