Siccome la parola orale non sembra fare alcun effetto su mia figlia, avrei voglia di scriverle una lettera. Si tratta di quella che qualche tempo fa ci ha detto che vuole diventare “genezer”. Dubitavamo già se dovessimo intendere questo come “geneesheer”, cioè medico, oppure come “kwakzalver”, cioè medicastro o stregone. Oggi non ho più alcun dubbio. Di solito evito di entrare nella sua camera, per non trovarmi colpita da infarto a causa del disordine assoluto che ci regna, però, intanto che non c’era, ho voluto arieggiare la stanza e aprendo le tende, ho scoperto il “laboratorio” in cui coltiva le culture e ingredienti per le sue pozioni. Sul davanzale ho trovato qualche contenitore per il pranzo, conservato con cura da qualche mese, e in cui si stavano sviluppando spontaneamente strane forme di vita. Accanto a quello giaceva un avanzo di wafel, comprato due settimane fa alla stazione di Mechelen e che non era ancora andato in putrefazione. Accanto al computer ho trovato qualche buccia di clementina, una forchetta e un altro contenitore sparito da tempo dalla cucina e che ovviamente le serve a coltivare la penicillina. Naturalmente prima mi sono imbestialita, perché non porta mai indietro gli ustensili di cucina, però è passato ben presto. Ho capito che si sta dedicando alla sua vocazione di strega. Tuttavia non ho potuto resistere alla tentazione di lasciarle un biglietto sulla tastiera del PC, pregandola di lavare e disinfettare i recipienti. Resta a vedere l’impatto di queste parole...
Ecco la mia collezione di sogni, pensierini, fotografie, storielle, musiche e citazioni. Nonostante aggiorni queste pagine solo sporadicamente a seconda dell'ispirazione, del mio stato d'animo e delle circostanze, ho l'intenzione di caricare ogni inezia che possa far durare il viaggio nella mente.
2011-02-24
Kwakzalverij! - Il laboratorio della strega
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