Foto: cielo sopra Roux-Miroir, novembre 2009
Da anni, alla mia figlia Marieke piace il blu. Forse ha a che fare con il soffitto della camera in cui dormiva a Bruxelles. L’avevo pitturato di blu, e ci avevo attaccato delle stelline fluorescenti.
Penso che ogni sera abbia fissato a lungo quel cielo stellato prima di addormentarsi. Comunque, quando ci siamo trasferiti, non ha dubitato un attimo, ha scelto la camera blu, e ci abbiamo appeso le tende blu. E ad ogni compleanno delle gemelle, quando ricevevano dei regali simili, la gente faceva attenzione a regalarle quello in blu.
Ed ecco che da qualche settimana, ogni giorno quando fa bello, mi dice che il cielo è “engblauw”, cioè scary blu. E come sempre, lei non riesce facilmente a spiegarsi, ma ha ben notato che prestiamo attenzione alle sue parole, quindi continua a usare la sua piccola invenzione. Finalmente, ieri ha provato a chiarire il significato di questo “engblauw”: sembra che quando per esempio si trova in mezzo ai campi, con il naso in su, e scruta il cielo azzurro senza nuvole, dopo qualche tempo si sente come se fosse assorbita dal nulla, e ovviamente è quello che le fa paura.
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