Foto: monarda nel mio giardino
È cominciato il “komkommertijd”, letteralmente la stagione dei cetrioli, periodo estivo in cui non ci sono notizie importanti da pubblicare, perché la maggior parte dei politici e altri VIP sono partiti o pensano di essere in vacanza. Si dice anche “kommertijd”, cioè periodo di grane, perché i giornali, per mancanza di notizie più importanti, si colmano di cronaca. E per questo anch’io scrivo soltanto del più e del meno. Ogni mattina ci svegliamo con qualche grado di più. Arrivata in ufficio, apro tutte le finestre per fare un po’ di corrente e verso mezzogiorno quasi mi addormento. Metà dei colleghi non c’è o sogna di essere altrove. No, al lavoro non c’è altra novità che un vecchio collega italiano specialista nel riciclaggio, che per l’ennesima volta, fa “copy-paste” con una parte del nostro database e lo pubblica sul sito dell’organizzazione a Roma di cui è presidente.
Alla stazione, ogni giorno c’è una sorpresa: il treno non parte perché c’è un passeggero malato che bisogna trasportare in clinica, oppure c’è stato un atto di vandalismo e dobbiamo aspettare un altro quarto d’ora, la segnalazione non funziona e ci fermiamo dopo due minuti per essere cotti per venti minuti nel sole ardente prima di ripartire.
A casa, i figli si svegliano verso le undici e non escono per tutta la giornata. La sera, rincasata, faccio la raccolta di fragole di bosco, lamponi, piselli e fave e vado a letto troppo tardi. Forse è per questo che da qualche settimana mi sveglio con una specie di frinire di cicale negli orecchi, che mi lascia soltanto quando ascolto musica a volume abbastanza forte o quando canto. E questo ha un vantaggio: i colleghi pensano che sia senza “kommer”, sempre di buon umore.
Nessun commento:
Posta un commento