2010-05-06

Saluti dal Belgio - Passeggiata nell'Hallerbos


Foto: Hallerbos, 6 maggio 2010



Siccome il medico mi ha esentata dal lavoro e mi ha proibito di lavorare nell’orto, me ne sono rimasta a casa quasi due settimane, e sono soltanto uscita per fare il taxi per i bambini o per recarmmi dal fisioterapista o al corso d’italiano. Ma adesso bisogna cambiare aria. Mi resta passeggiare, fare delle fotografie, e così oggi, malgrado il tempo fresco, ho finalmente deciso di andare all’ Hallerbos. Prendiamo un tragitto via tanti piccoli paesi pittoreschi per evitare la coda sulla tangenziale di Bruxelles. Mentre passiamo nel paese più ricco del Brabante Vallone, Lasne, mio marito mi ricorda che anni fa, volevamo anche fare una passeggiata nell’Hallerbos, ma non ci siamo mai arrivati. Ci domandiamo come recarci al parcheggio indicato sulla pianta della foresta, e scegliamo la strada che va via Beersel e Dworp. Si rivela la peggiore: ci sono lavori in corso, seguiamo una deviazione che sembra un’eternità, imbocchiamo qualche piccola strada di campagna, arriviamo in un vicolo cieco, lasciamo la macchina, e domandiamo la strada ad uno stradino. Questi ci convince di riprendere la macchina per recarci al parcheggio. Ci sembra che abbiano nascosto tutti i segnali stradali, e sì, dopo un po’ dobbiamo tornare indietro e scopriamo l’unico segnale che indica il parcheggio in mezzo a una siepe che lo copre quasi completamente. Ci abbiamo messo due ore, ma non ci lasciamo scoraggiare facilmente.
Parcheggiata la macchina, ci aspetta una sorpresa: incontriamo un tale che faceva il corso d’italiano con me, e che non ho più visto da quando abbiamo fatto la nostra housewarming party, e che ora sta facendo un giro in bici qui per vedere se la foresta sarebbe un bel posto per farci una passeggiata a cavallo. Facciamo due chiacchiere, ci indica il guardaboschi e ci dice che potremmo chiedergli una pianta della foresta, perché potrà servire. Obbediamo, un po’ increduli, non ci sembra veramente il caso. Poi, cominciamo la passeggiata in mezzo ai tappeti di giacinti dei boschi e d’aglio orsino. La foresta è veramente una meraviglia. Malgrado i giacinti si stiano spampanando, il profumo ci segue dappertutto. Al primo incrocio capiamo la battuta sulla pianta: anche nella foresta mancano i segnali, soltanto le passeggiate più importanti sono munite di segnali. A mezzogiorno abbiamo una fame spaventosa, ma ci troviamo a due passi dal ristorante het Kapittel, e ci mangiamo un piatto tipico fiammingo. Un cliente che si è fatto aspettare dal suo amico per mezz’ora, si lamenta perché ha trovato difficile raggiungere il ristorante, si è perso a causa della deviazione e non trovava nessun segnale stradale utile. Poi, sentiamo il cameriere spiegare ad una cliente abituale che la settimana scorsa il ristorante era invaso di giapponesi, che avevano prenotato questa gita dal Giappone, dove il Hallerbos sembra addirittura essere famoso. Ci domandiamo come avranno fatto per trovare la strada, forse si fidano soltanto del GPS?
Partendo per raggiungere la macchina, ci pesano le gambe… sarà stata la birra o la camminata di prima? Comunque, perdiamo la strada, studiamo ancora la pianta, seguiamo un sentiero incantevole accanto alla Steenputbeek (un ruscello) e raggiungiamo la macchina. Torniamo a casa esattamente in tempo per accogliere il fanciullo dal bus della scuola. Stanchi ma contenti, guardiamo le foto scattate.

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