2012-09-14

Canale Mussolini - lettura in corso



Antonio Pennacchi nel suo libro racconta la vita e lo fa come lo faceva la gente nel passato, nei tempi senza Google glasses, senza i-Pad, Facebook o telefonino, quei tempi in cui si raccontavano storie semplicemente dal vivo con persone in carne e ossa. È un racconto vivace, inesauribile, che sembra conoscere ogni dettaglio della vita quantomai povera. Non evita nessun argomento, li tratta tutti e li tratta coraggioso, senza esitare, perché è chiaro che è questo il libro per cui è venuto al mondo. Era la prima frase del libro e per me si è avverato ancora prima di aver finito la lettura. Oggi, alla pagina 232 il passaggio che mi ha toccato evoca la sua pietà, la sua commiserazione con... la strada:
“La strada ha bisogno come il pane di manutenzione, è un organismo che vive, ci passa la gente sopra, i carri, i camion, le macchine, Si usura. Sfrega oggi e sfrega domani, si usura. E poi, sta all’aperto, povera bestia anche lei, esposta a tutti gli agenti atmosferici: il freddo, l’acqua il gelo, il sole, il caldo. … Lei deve fare la manutenzione a ciò che costruisce – sia casa che strada che affetti …”

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