2012-12-06

Saluti dal Belgio - atmosfera di dicembre




Ieri stavano facendo buoni progressi con i lavori sul mio tetto quando verso le dieci della mattina ha cominciato a piovere. Sono ripartiti, dicendo un’altra volta che sperano poter finire i lavori prima di Natale e lasciandoci coperti con una membrana sintetica e una parte del tetto già fatta con ardesie.
Poi, per l’ennesima volta è arrivato il tecnico per lavori sulla caldaia che da qualche settimana continuamente s’inceppa. Stavolta ci ha lasciato con la speranza che finalmente sarà risolto il problema.
Stanotte ha nevicato. Solo un po’, abbastanza per addestrarci alla lotta per arrivare a scuola e al lavoro in tempo. Il tizio del meteo lo chiama een winterprik, una puntura d’inverno, però ci promette ancora di più per i prossimi giorni.
I conciatetti sono arrivati alle sette, come al solito un’ora e mezza prima. Come al solito hanno lasciato il motore del furgone per mantenere il calore mentre fanno un pisolino o leggono il giornale. Uno di loro è uscito per guardare il tetto mentre stavo pulendo la macchina della neve e del ghiaccio. Non sembrava molto entusiasta.
Oggi è San Nicola e quest’anno non metterà regali nelle scarpe. Mio figlio, anche se sono convinta che ora sappia, continua ostinatamente a cantare ogni sera leg wat in mijn schoentje, “ponga qualcosa nella mia scarpa”. Forse è ancora sempre nei dubbi. Forse si sta suggestionando.
Stasera, invece di andare alla classe di spagnolo e imparare l’uso e la coniugazione del congiuntivo, festeggerò pakjesavond, la festa dei regali, che è piuttosto una tradizione olandese e normalmente si svolge alla vigilia. Una delle mie figlie si preoccupa e mi domanda se veramente non ci saranno i dolci dell’uomo buono. Le è costata scrivere una piccola poesia per accompagnare il regalo. Vedremo stasera se sarà riuscita a metterci qualche scherno del carattere del destinatario.
Come al solito il treno parte in ritardo e nessuno è sorpreso di vedere che ne prendiamo ancora di più prima di raggiungere la capitale. All’uscita della stazione un suono di fisarmonica mi viene incontro… jingle bells, jingle bells…
Come al solito compro il mio primo ciao con una moneta e continuo, scivolando, al lavoro. Mi aspetta un messaggio: "i conciatetti se la sono svignata"

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