Ieri stavano facendo buoni progressi con i lavori sul mio tetto quando verso
le dieci della mattina ha cominciato a piovere. Sono ripartiti, dicendo un’altra
volta che sperano poter finire i lavori prima di Natale e lasciandoci coperti
con una membrana sintetica e una parte del tetto già fatta con ardesie.
Poi, per l’ennesima volta è arrivato il tecnico per lavori sulla caldaia
che da qualche settimana continuamente s’inceppa. Stavolta ci ha lasciato con
la speranza che finalmente sarà risolto il problema.
Stanotte ha nevicato. Solo un po’, abbastanza per addestrarci alla lotta
per arrivare a scuola e al lavoro in tempo. Il tizio del meteo lo chiama een winterprik, una puntura d’inverno,
però ci promette ancora di più per i prossimi giorni.
I conciatetti sono arrivati alle sette, come al solito un’ora e mezza prima.
Come al solito hanno lasciato il motore del furgone per mantenere il calore
mentre fanno un pisolino o leggono il giornale. Uno di loro è uscito per
guardare il tetto mentre stavo pulendo la macchina della neve e del
ghiaccio. Non sembrava molto entusiasta.
Oggi è San Nicola e quest’anno non metterà regali nelle scarpe. Mio
figlio, anche se sono convinta che ora sappia, continua ostinatamente a cantare
ogni sera leg wat in mijn schoentje, “ponga
qualcosa nella mia scarpa”. Forse è ancora sempre nei dubbi. Forse si sta
suggestionando.
Stasera, invece di andare alla classe di spagnolo e imparare l’uso e la
coniugazione del congiuntivo, festeggerò pakjesavond,
la festa dei regali, che è piuttosto una tradizione olandese e normalmente si
svolge alla vigilia. Una delle mie figlie si preoccupa e mi domanda se veramente non ci
saranno i dolci dell’uomo buono. Le è costata scrivere una piccola poesia per
accompagnare il regalo. Vedremo stasera se sarà riuscita a metterci qualche scherno
del carattere del destinatario.
Come al solito il treno parte in ritardo e nessuno è sorpreso di vedere che
ne prendiamo ancora di più prima di raggiungere la capitale. All’uscita della
stazione un suono di fisarmonica mi viene incontro… jingle bells, jingle bells…
Come
al solito compro il mio primo ciao con una moneta e continuo, scivolando, al
lavoro. Mi aspetta un messaggio: "i conciatetti se la sono svignata"

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