2014-06-23

Saluti dal Belgio, paese del tricolore nascosto

foto: tricolore "nascosto", rimorchio bici per bambini

Da anni ci siamo abituati che gli olandesi, in piena follia del calcio, tinteggiano intere strade in arancione, mangiano dolci sospetti arancione, si vestono in arancione, e si puliscono il culo con la carta igienica arancione stampata con lo slogan "hup Holland hup". E' una nazione con forti convinzioni delle proprie capacità (se non mi sbaglio avevano già stampato i francobolli "campione europeo" nel 1976, prima di perdere la finale) quindi non ci sorprende più il loro orgoglio nazionale.
Oggi, nel nostro paese dove il tricolore viene esposto soprattutto nella parte francofona o nella capitale, sperimentiamo una follia del calcio crescente mai vista prima e ben orchestrata dal commercio, che fa che anche nelle Fiandre spuntano dappertutto bandiere e che la gente cerca nel guardaroba -che per la maggior parte contiene vestiti non molto colorati- quella maglietta rossa, quel foulard o quella borsa gialli, quel pantalone nero per impegnarsi nei festeggiamenti di una partita che difficilmente può essere definita bella, mais bon, ci porta un passo più vicino alla finale. Dopo la prima partita, abbiamo dovuto piangere un morto: un uomo entusiasta si era arrampicato su una statua di un leone alla borsa di Bruxelles, ed è caduto sulla testa. Ieri la polizia ha vigilato ai festaioli e hanno ben festeggiato a lungo: stammattina alle otto all'uscita della stazione ho incontrato un paio di tifosi, uno indiano-belga con la bandiera nero-giallo-rosso drappeggiata sulle spalle ed un africano-belga, tutti e due stanchi e ubriachi, in cerca di un ultima ciligiegina sulla torta nella strada delle case chiuse.
Alla prossima partita!

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