Gross National Happiness indicators, Source: The Centre for Bhutan Studies, 2012
Per l'ennesima volta sto formattando e rilavorando numerosi grafici per la pubblicazione annuale sull'Europa Sociale. La più gran parte del lavoro per me consiste in copiare, tagliare, incollare, ordinare, ricopiare, ritagliare, fare, rifare, e rifare ancora. Solo di tanto in tanto ci vuole un "ritocco" un po' più interessante, un po' di creatività per presentare i dati in modo visuale attraente. Si possono contare sulle dita di una mano quelle occasioni, e durano più a lungo, ma qualche volta è anche più soddisfacente il risultato. E facendo, rifacendo sempre le stesse statistiche, devo sempre constatare che il Belgio dev'essere una specie di paradiso, almeno per quanto si considera il debito pubblico, il PIL, il tasso di impiego, incidenza dei lavoratori a rischio di povertà e altre statistiche, per la più parte proveniente da Eurostat. Tuttavia, ora sono stufa di vedere sempre quegli stessi dati raccolti partendo dalle esigenze di una società basata sull'economia capitalista. Credo che sia giunto il momento di sviluppare una nuova visione sulla società in cui ritrova il suo posto il concetto della felicità. Credo che la statistica, che per ognuno di noi conta (che non conta in euro o in dollari) sia una statistica di felicità. Vi può sembrare incredule, ingenuo o stupido. Embè, esiste già, e sì, lo ammetto, in un paese non molto ricco, il Bhutan. Ma basta la volontà di studiare il caso e scegliere gli indicatori significanti per sviluppare il proprio Gross National Happiness Index. Sono consapevole che con le statistiche si può spiegare tutto, ma addirittura la possibilità di definire un indice di felicità mi sembra valer la pena di esaminare, soprattutto quando si vuole valutare la situazione sociale di un paese, perché l'accento sia messo meno sul denaro, e più sull'umano. Anche se non mi sento in grado di contribuire molto alla realizzazione di un tal lavoro, mi riprometto di provare a promuovere l'idea. Anche se poi mi toccherà copiare e incollare cifre sul "wellbeing" psicologico, le "living standards" o la "vitalità della comunità"...

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