2012-07-12

Chiodo fisso - Stanchezza


Una brutta estate si è insediata per non lasciarci più.  Non passa più un giorno senza pioggia e nel cielo si danno il cambio continuamente blu scarso bianco sporco grigio abbattuto ardesia plumbeo-nerastra.  Si danno il cambio lesto come capricci giovanili e fanno alternare gioia con malinconia, magone con allegria e mi stufano mi rallegrano mi scocciano mi divertono mi stancano…
Mi stanca il lavoro che ancora prima di iniziare mi svago nel bianco di un foglio, la magia della parola non ancora scritta, il pensiero intangibile, l’immagine sognata, il vacuo denso del bianco nitido. Mi stanca la successione delle ore, l’andamento delle mattine pomeriggi sere notti come le stesse identiche sillabe in una cantica incessante. Mi stanco del treno in ritardo che si riempie di nuovo di gente che non conta nulla, salve forse gli ultimi spiccioli alla fine del mese, per comprare le scarpe ai figli che crescono soprattutto ai piedi. Mi stanca la pazienza del gregge accatastato nel treno affollato, le finestrine che inquadrano il grigio del giorno, l’attesa che qualcosa cambi, che sorga l’arcobaleno.

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