C’è chi pensa che i sogni siano favole, menzogne,
illusioni, cose di cui vergognarsi. Io la penso diversamente. Direi anche di
più: per vivere bisogna custodire i sogni. Non parlo dei sogni notturni, di
quelli che ti danno ali, o che sono pieni di spavento, dolore, gioia profonda o
pura fantasia, di quelli scuri, in bianco e nero o in rosso sangue. I sogni
notturni ci servono di cura per le cose vissute durante la giornata. Penso
piuttosto a quei sogni che servono di fomento per il fuoco interno. Sono di
natura molto diversa per ognuno e siccome la vita è un cambiamento continuo, i
sogni si avvicendano nel corso della vita. Dal più modesto al meno raggiungibile,
penso che valga la pena sognarselo. Mi piace un sacco collezionarli, e negli ultimi
anni mi sono accorta che mi piacciono soprattutto quelli che di solito sono
considerati bazzecole. Per me, i sogni non devono neanche essere aspirazioni,
basta la meraviglia, la fantasia: lo splendore della luce dopo la pioggia, la
bruma in un campo all’alba, la visione di un quadro che forse un giorno
comincerò a dipingere, la simmetria in un edificio, la malinconia di una milonga,
un tango mai ballato, il gioco sapiente del linguaggio in un libro, il vagabondare
con la mente in un paese sconosciuto, il color rosso dell’autunno, il sapore
aspro del vinaccio che ho fatto... ecco un elenco non esaustivo di frottole,
inezie, che con piacere continuo a custodire e che nessuno potrà portar via.
Youtube link: Milonga, J. Cardoso

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