(Foto: Acciaieria Lucchini, Piombino, dal sito regione.toscana.it)
Stamattina mi sono vestita in conformità col tempo: scarpe nere, gonna grigia antracite, giacca invernale beige grigiastro. Sembra finita l’estate, aspettiamo che viene giù tanta acqua dal cielo color acciaio, però stavolta provo a non farmi influenzare dal tempaccio. La settimana scorsa è arrivata la nuova macchina e ho finalmente deciso che nonostante le cattive notizie economiche, presto partiremo per l’Umbria. E così ho preso un libro italiano della biblioteca per meglio ambientarmi. Ammetto che è stato uno scelto persuasivo, quell’Acciaio, che si svolge a Piombino, dove anni fa, abbiamo preso il traghetto per un giretto di una giornata sull’Elba. I colori, odori e rumori che quadrano con i lavori alla stazione di Lovanio, le strade di Bruxelles, l’ambiente dell’ufficio… Da qualche mese l’ufficio è diventato un cantiere dove la mattina fino alle 09:15 il rumore dei martelli perforatori sul piano sotto di me mi fa talmente infastidire da sbattere la porta e aumentare il volume dello stereo. Più volte è intervenuta la direzione per far rispettare l’orario durante cui è ammesso il lavoro ai martelli pneumatici, ma adesso, arrivato il periodo delle vacanze, gli operai si sono scatenati, il casino continua tutta la giornata, e ci sono colleghi che se la danno a gambe per fare del telelavoro. Ieri, lavorando a casa, ho visto come hanno scambiato delle mail per lamentarsi della situazione e oggi, entrando alla reception, ho respirato la polvere e sono arrivata al quarto piano che tremava il suolo. Ho acceso il pc, preso un caffè e si è zittito il fragore. Ma quanto durerà?

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