2011-04-08

Blu

Sin da anni non avevo più visitato il giardino botanico di Bruxelles. Si stende sul fianco di una delle colline della città, vicino alla stazione ferroviale Nord – i treni ci passano sotto, in direzione Sud, e in cima è delimitato da rue Royale.  Col tempo primaverile di oggi, ho pensato che sarebbe stato bene fare due passi nel parco e respirare un po’ d’aria delicatamente profumata dai primi fiori di syringa e mahonia. Ma vedi che ancora prima di arrivare in quell’oasi verde la delusione era già cresciuta col trambusto di mille macchine, treni, e altri strumenti disarmonici. Ho camminato adagio, sottomettendomi al chiasso, affrontando l’assalto di tanti strepiti ostili, tuttavia l’appoggio dei miei dolci alleati – il rosa splendente del ciliegio giapponese da fiore il verde tenere delle felci appena srotolate il blu del nontiscordardime l’aroma di qualche foglia di rosmarino e di salvia il canto dei merli lo scroscio della fontana - non è bastato per contrastare gli attacchi. Me la sono svignata, lasciando dietro la gente che sedeva sulle panche, che praticava tai chi, che giocava a petanque o dormiva sdraiata sull’erba e ho pensato a una sola cosa: se fossi onnipotente per un attimo solamente… fermerei treni, macchine, fabbriche, farei tacere ogni creatura umana per costringere il mondo intero ad ascoltare intensivamente quello che resterebbe senza di noi…

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