2011-01-26

Inverno 'routis'

Quest’inverno dai routis sarà iscritto negli annali sotto il titolo ‘inverno in cui il babbo natale non ce l’ha fatta’. L’inverno astronomico non era ancora cominciato e a casa mia già era finito il carburante. Dopo una settimana nelle camere calava la temperatura fino a 5 gradi, le galline si rifiutavano di uscire, il coniglio si era fabbricato una grotta sotto la catasta di legna che rimpiccioliva svelta, e a sera le gatte cercavano di nascondersi per non essere mandate via per passare la notte fuori. Il 18 dicembre abbiamo aspettato babbo natale che come ogni anno doveva portarci del vin brûlé e del cioccolato caldo, accompagnato con qualche ‘cougnou’ e due chiacchiere con i nostri vicini e gli assistenti del babbo già un po’ brillo del ‘péket’ sorseggiato per affrontare il freddo. Verso le sei, siamo usciti nel buio per sentire se arrivava il carrozzone, ma niente. Ci siamo fatti quattro risate su quel babbo natale belga che risente del freddo e l’indomani ci siamo procurati i ‘cougnou’ dal fornaio. Poi, venuta la Vigilia di Natale, la neve abbondante ci ha bloccato a casa. Il vicino, per poter andare al lavoro si era fatto liberare dal contadino, che faceva un continuo andirivieni col trattore e aveva costruito una vera montagna di neve accanto al nostro giardino, su cui i figli hanno perso giornate intere, mentre i ghiaccioli sul tetto della stalla di Docq crescevano fino a toccare il suolo. A Natale, mentre le figlie rimanevano nel loro letargo, abbiamo fatto una gran passeggiata nei campi, lottando per tirare fuori dalla neve i piedi e ammirando la purezza del bianco e del blu. Abbiamo disturbato tante lepri e siamo tornati stanchi e contenti dell’aria fresca respirata. E per finire abbiamo goduto della visita di tanti uccelli affamati: cianciallegre, fringuelli, scriccioli, cutrettole, e perfino un picchio verde si sono serviti da mangiare da noi. Solo la poiana enorme che scrutava il suolo dal noce non ha potuto sfamarsi, anche se Monello, il coniglio nano, si era avventurato impavido fuori dal pollaio.

(Foto: cimitero di Roux-Miroir, 25 dicembre 2010)

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