2014-05-07

Fotografia mancata

La settimana scorsa ho ricominciato a correrre. Non mi ricordo quando è stato la ultima volta, forse due o tre anni fa, quando ho smesso a causa di una tendinite. Allora correvo cinque km sulla strada, due e mezzo all'andata, due e mezzo al ritorno e basta. Da sola, con gli elementi, il vento sempre presente, all'andata nella schiena e al ritorno dritto nella faccia. Adesso non corro sulla strada, ma prendo il sentiero che fa il giro dei campi per tornare nel paese. Inoltre mi faccio accompagnare dal mio allenatore, Evy Gruyaert, sul MP3. Anche se la musica non è veramente in armonia con il paesaggio, mi da l'impressione che il tempo passa più svelto, e la voce della presentatrice mi da quel poco di coraggio che basta per continuare.
Oggi, nel mezzo dei campi di orzo, ho trovato una motivazione ancora più rilevante, direi che ho provato una motivazione quasi primaria che si è rivelata dal solo inalare l'aria fresca del dopopioggia e godermi il paesaggio che negli ultimi anni ho percorso soltanto in macchina.
Ed ecco un quadro che avrei voluto immortalare: quelle onde di velluto verde tenere scintillante con le gocce della notte scorsa, nella distanza bordato con una fila di alberi nel loro abito di primavera e nel cielo migliaia di palline di ovatta bianche che ben presto saranno spazzate via da una pesante nuvola di acqua contrastante con il blu mattutino. Mi sono tolta le cuffie e ho sentito il grido dei rapaci.

[Foto del campo, in un'altra stagione, qualche anno fa]

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