Mia figlia e la lettura
Siccome per la lezione di italiano ci toccava cercare dei palindromi in neerlandese, ho fatto una piccola ricerca sulla rete. Nell’elenco trovato su Wikipedia c’era un palindromo che mi toccava: LEZEN IS IN, EZEL - Leggere è alla moda, sciocco.
A proposito di leggere, una mia figlia tredicenne - lo leggi bene, ho delle gemelle - si fa.
No, niente di grave, non si buca e nemmeno fuma l’erba, ma si è letteralmente data alla lettura. Non sa più fare a meno di un libro -di preferenza un mattone- nemmeno per cinque minuti. La gente a chi lo raccontiamo ci dice sempre “Che fortuna!” ma loro non si rendono conto, non possono sapere che ogni parola che le dici si dissolve da qualche parte fra gli orecchi e il cervello. Magari la parola riesce ancora a sbattere contro il timpano, ma non credo che arrivi fino alla tuba di Eustachio. Le chiedi per esempio di portare una cosa nella sua camera e scompare due secondi dopo, lasciando la cosa dov’è. È già da qualche anno che fa così e di più, senza eccezione fa così. Ogni mattina, la prendo con la sorella in macchina, e prima che lasciamo il paese, comincia a leggere. Arrivato al parcheggio della stazione devo svegliarla e dirle di sbrigarsi che non perdo il mio treno aspettando che si sistema e smette di leggere. Poi, arriva a scuola -di tanto in tanto mi domando se non leggesse anche sulla strada- e di nuovo sparisce nel libro.
Ogni settimana dalla biblioteca porta a casa almeno tre volumi contando fra le 300 e 500 pagine, e perché non basta, visita anche il bibliobus, che fa il giro dei paesi vicini. Quando ho saputo che addirittura mentre si sveste per mettere i vestiti di judo al club, non smette di leggere, ho concluso che non si tratta più di un passatempo normale, di divertimento, ma di pura attrazione irresistibile. Adesso siamo a una settimana dagli esami, le abbiamo vietato di andare alla biblioteca, ma quando penso a quanti libri ci sono a casa, temo che anche questo provvedimento non basterà. Che grattacapo!
Foto di mia figlia Rozelien, scattata a Urbino

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